2000

1999

1998

1997

 

12 luglio

 

Mediamorfosi

Mattinata di fuoco sul rapporto broadcast-webcast, ovvero la mediamorfosi : la metamorfosi dei media. Pezzi e Massarini in tandem, due generazioni di anchorman televisivi, i più lucidi nell'intravedere gli sviluppi posttelevisivi.
Con Mr.Bibop www.bibop.it si toccano tasti delicati: il futuro della pubblicità, quella invasiva, ancor più di push technology, quella che arriverà ad usare la "vita artificiale" dei knowbot, gli agenti intelligenti.
Con Malabruzzi e Cilli di Mediamente www.rai.mediamente.it si entra nel merito della questione: come si concepisce un nuovo format in una TV che riflette la convergenza dei media?
Arriva poi la "bolla", un intervallo pneumatico in A_D_E_, con sponsor pubblici e privati, e poi finalmente un pomeriggio che riprende il filo della nostra ricognizione densa, densissima (è un Pow How, dico. Cos'è? E' il raduno degli indiani prima dell'attacco…) con tante identità, tante tribù delle arti e della comunicazione che mettono in campo le loro poetiche e le loro politiche. Emergono domande e riflessioni incrociate.Ecco poi i nostri comunicati .

 

I vari Pezzi

Si apre con Bibop che parla dell'evoluzione semantica di Internet e presenta il progetto "Cosi cosini": primo progetto di pubblicità e non solo virale e polifunzionale: un Tamagochi di seconda generazione in grado di veicolare messaggi pubblicitari. Uno strumento di lavoro-ammazzatempo.
Continua Andrea Pezzi, autore e conduttore di 2008: il concetto chiave è l'interattività che però racchiude equivoci che andrebbero chiariti. 2008 crea un dibattito con gli spettatori tramite sms senza serlezione: " L'autore progetta visioni e l'interazione sarà data dalle variabili esterne: gli utenti"
Intervengono anche Luca Ferrero di Net System, Maurizio Malubruzzi, regista di Mediamente e Cristina Cilli autrice e regista televisiva per Mediamente. (Arts)
Concetti chiave:
giocare, per sperimentare
definizione in progress dell'interattività
tecnologia emozionale
media per migliorare la vita, senza cambiarla troppo. (chiara, popi, monica)


Echi di poesia e sangue versato

Afa e caldo rendono l'attesa immobile e pesante. Tra le file delle sedie ci si muove a fatica, estremamente lenti ed apatici. Sul palco i leggii vuoti divengono, nelle nostre menti sudate, scheletrici strumenti di tortura: la curiosità si fa strada veramente a fatica in quell'atmosfera densa.
Poi, musica: arriva il percussionista, ed il flautista, e le cantanti; insomma arrivano i suoni. Ed il mare! La cui nostalgica immagine serve un istante a rinfrescarci, prima di partire in un viaggio da sponda a sponda per le vie del Mediterraneo evocate da "Terakuza". Un voce decisa, e bellissima, ci accompagna in questo navigare di onda in onda alla ricerca di coste nuove. E di storie. Di vite, che svelano sé stesse con le parole, con le istantanee più intense e pulsanti di eventi che hanno fatto magari la Storia; o più semplicemente una storia. E ancora note e tintinnii, e ritmi e battiti, echi di poesie e sangue versato, risonanze lontane di chi vive, suda e si spegne dietro l'angolo della nostra abitazione e di chi è ormai solo un piccolo paragrafo nel volume infinito della fantasia. Occhi di vittime innocenti incontrano, protetti dal nostro sguardo attento, una volta ancora i loro carnefici sconosciuti; dalle loro lacrime rimbomba potente un monito alla Vita! La navigazione continua, si apre sul fondale bianco una porta su flutti misteriosi ed invitanti, soglia senza meta, chissà dove e quando arriveremo. Mille anni fa ? O domani, in tempo per lanciare uno sguardo disperato sulle cose più preziose che stiamo perdendo: eppure quell'incresparsi placido dovrebbe essere un esortazione, un consiglio che la natura ci dà a seguire il suo equilibrio, un invito ad accarezzare ogni mattina l'aria che entra nei nostri polmoni. Eppure…
(Mauro)


Il bancone di cose speciali

La fantasia e la creatività, due concetti di cui, purtroppo si abusa in maniera svergognata, appiccicandone le "foto" su manichini di legno scadente partoriti dietro il bancone delle offerte speciali. Partecipare a questo festival, grazie al cielo!, ti rincuora: per qualche anno ancora i punti prospettici per la risoluzione di un problema, rimangono molteplici; la noia è rimandata, grazie a chi sa camminare per i sentieri delle montagne verdi-azzurre ed i deserti presenti nella sua anima eletta…….(Mauro)

Un viaggio ancora, per questa sera: qui sembra che si cammini molto, per mare, per cuori, per muscoli…. (Mauro)

 

La bella bestia, sia toro che torero

Marcel. Li spopola, lo spettacolo si traduce in una festa (anche grazie al tifo di un manipolo di spettatori cileni, quelli del teatro del Silencio, una specie di tauromachia, gioco sacrificale, rito ludico in cui si fa il tifo per Ulisse che massacra i proci maledetti. Bit e frattaglie.
Linko al testo che scrissi quando vidi "Afasia" alla sua prima uscita
a Barcellona. (carlo)


La bolgia d'oltretomba

Un viaggio ? Appena tornati da una navigazione, già ne dobbiamo intraprendere un'altra ? Ci tocca, guidati dal più strano degli Ulisse: l' Antunez di "Afasia".
Mostro, prodigio tecnologico esce allo scoperto con la sua armatura prossima ventura: padre e figlio del suo hardware, genera se stesso al di la del suo respiro, egli suona e risuona per le valli con un tocco delle sue dita; accarezza la sua pelle d'alluminio (o che diavolo è!), e le nostre orecchie, poverette, gemono. Tremate, Tremate! E' un dio, e uno stregone ? non facciamo in tempo a capirlo che già inizia il sabba! Tra le fiamme della battaglia il superstite ed il suo manipolo osceno, cominciano la navigazione, in un mare digitale che invita al rigetto, che, ficcando violentemente i suoi tentacoli nel nostro stomaco, cortesemente ci esorta a vomitare. Ulisse, novello supereroe vestito con gli stemmi araldici del nuovo millennio! Ulisse, incredibile parto degli anni settanta, e dei famigerati ottanta: lascia le tue protezioni, nudo mostra la tua genia. Cannibale di te stesso, non sai velare abbastanza con i cristalli liquidi e gli schermi al plasma il luogo di origine della tua eredità. Il tuo inferno, la tua odissea è attraverso il passato; volando su onde di silicio, certo!, sfidando demoni elettronici, sicuro! Ma la tua anima tormentata non può irrimediabilmente staccarsi dalla tua culla distorta! Dalle gradinate del teatro della Luna, nonostante il frastuono da bolgia di un oltretomba oltremodo oltraggioso, dagli spalti si ode chiaramente lo sgranarsi delle palpebre: "Sono budella, quelle ?". Non ci tranquillizza il fatto che siano salsicce. Qualcuno si arrende e se ne va . Qualcuno esorcizza tutto con una risata sguaiata: lame di vetro che sfregano tra loro, come il canto erotico di Ulisse. Qualcuno cerca di staccare lo sguardo: poi capiamo! E apprezziamo, resistendo al tormentoso supplizio! Poi ci piace! Ulisse ci piace, anche se imbracciata la moto sega sembra volerci fare tutti a pezzi, abbiamo paura ma ci piace! Tremate, tremate! Abbiamo paura ma vorremmo restasse con noi…. Lo spettacolo finisce e neanche termina l'applauso che, subito, ci precipitiamo da lui, ad abbracciare come Argo, il condottiero che è tornato a casa; a leccare affettuosi il suo volto coperto di polvere d'oro e sudore. Astuto, ha usato come cavallo di Troia, il nostro più ancestrale disgusto, dalla gola è arrivato allo stomaco; e da lì, e partita l'offensiva alla mente: abbasso i Proci, filistei! ULISSE CI PIACE! E vorremmo sedesse al nostro tavolo a bere una birra con noi, uno di noi! Ulisse, Odisseo è, geniale, lui stesso uno spettacolo che non ha fine, dal Teatro al Bar all'aperto a Villa Nappi. Continua. (mauro)

 

Un geniale delirio di interiora

E' "Afasia",nuova fase della scena,nuovo meccanico controllo della realtà
che ci circonda;uomo-macchina,uomo-orchestra,uomo-controllore e
regista...Marcel.lì.
Un viaggio verso un inquietante futuro tecnologicvo in cui il nuovo Ulisse
si crea un suo mondo virtuale dove le tappe hanno i loro confini spazio
temporali inafferrabili; nel vortice sensoriale che invade la scatola
scenica l'unica realtà tangibile dall'occhio dello spettatore é il CORPO,il
corpo guida di Marcel.lì,i suoi arti che fanno vivere la scena,i corpi
soldati,le viscere ricorrenti nel loro rosso vivo sul grande schermo.
E' l'uomo il controllore di tutta la materia tecnologica,é il movimento del
corpo sudato che crea il viaggio fantastico....
VAMO NOS!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
eccoci nel videogioco di corsa tra onde di verdi acidi che corrono sulla
scia di un dito di mercurio....cambio! nuova drezione, nuovo viaggio, altro
dito. istanti di esaltazione al ritmo delle onde....stop: é lo schema
successivo. Ed é di nuovo un geniale delirio di interiora, di uova sbattute
sui seni, di farina sciolta da latte sputato, di cioccolata spalmata
travestita da scheletro...
ma é lui centro nevralgico e nevrotico, spazio reale che da vita a materie
inerti, esilarante energia catalana capace di animare occhi forse non ancora
pronti a questa metallica-omerica follia tecnologica.
lo schermo attrae, il suono stordisce,ma magicamente l'unica circe
ammalliatrice é la forza espressiva di un volto incredibilmente umano.
...e divertiti si rimane tutti "senza parole". (LILA')