12 luglio
Mediamorfosi
Mattinata di fuoco sul rapporto broadcast-webcast, ovvero
la mediamorfosi :
la metamorfosi dei media. Pezzi e Massarini in tandem, due generazioni
di anchorman televisivi, i più lucidi nell'intravedere gli sviluppi
posttelevisivi.
Con Mr.Bibop www.bibop.it si toccano
tasti delicati: il futuro della pubblicità, quella invasiva,
ancor più di push technology, quella che arriverà ad usare
la "vita artificiale" dei knowbot, gli agenti intelligenti.
Con Malabruzzi e Cilli di Mediamente www.rai.mediamente.it
si entra nel merito della questione: come si concepisce un nuovo format
in una TV che riflette la convergenza dei media?
Arriva poi la "bolla", un intervallo pneumatico in A_D_E_,
con sponsor pubblici e privati, e poi finalmente un pomeriggio che riprende
il filo della nostra ricognizione densa, densissima (è un Pow
How, dico. Cos'è? E' il raduno degli indiani prima dell'attacco
)
con tante identità, tante tribù delle arti e della comunicazione
che mettono in campo le loro poetiche e le loro politiche. Emergono
domande
e riflessioni incrociate.Ecco
poi i nostri comunicati .
I vari Pezzi
Si apre con Bibop che parla dell'evoluzione
semantica di Internet e presenta il progetto "Cosi cosini":
primo progetto di pubblicità e non solo virale e polifunzionale:
un Tamagochi di seconda generazione in grado di veicolare messaggi pubblicitari.
Uno strumento di lavoro-ammazzatempo.
Continua Andrea Pezzi, autore e conduttore di 2008: il concetto chiave
è l'interattività che però racchiude equivoci che
andrebbero chiariti. 2008 crea un dibattito con gli spettatori tramite
sms senza serlezione: " L'autore progetta visioni e l'interazione
sarà data dalle variabili esterne: gli utenti"
Intervengono anche Luca Ferrero di Net System, Maurizio Malubruzzi,
regista di Mediamente e Cristina Cilli autrice e regista televisiva
per Mediamente. (Arts)
Concetti chiave:
giocare, per sperimentare
definizione in progress dell'interattività
tecnologia emozionale
media per migliorare la vita, senza cambiarla troppo. (chiara, popi,
monica)
Echi di poesia e sangue versato
Afa e caldo rendono l'attesa immobile e pesante. Tra
le file delle sedie ci si muove a fatica, estremamente lenti ed apatici.
Sul palco i leggii vuoti divengono, nelle nostre menti sudate, scheletrici
strumenti di tortura: la curiosità si fa strada veramente a fatica
in quell'atmosfera densa.
Poi, musica: arriva il percussionista, ed il flautista, e le cantanti;
insomma arrivano i suoni. Ed il mare! La cui nostalgica immagine serve
un istante a rinfrescarci, prima di partire in un viaggio da sponda
a sponda per le vie del Mediterraneo evocate da "Terakuza".
Un voce decisa, e bellissima, ci accompagna in questo navigare di onda
in onda alla ricerca di coste nuove. E di storie. Di vite, che svelano
sé stesse con le parole, con le istantanee più intense
e pulsanti di eventi che hanno fatto magari la Storia; o più
semplicemente una storia. E ancora note e tintinnii, e ritmi e battiti,
echi di poesie e sangue versato, risonanze lontane di chi vive, suda
e si spegne dietro l'angolo della nostra abitazione e di chi è
ormai solo un piccolo paragrafo nel volume infinito della fantasia.
Occhi di vittime innocenti incontrano, protetti dal nostro sguardo attento,
una volta ancora i loro carnefici sconosciuti; dalle loro lacrime rimbomba
potente un monito alla Vita! La navigazione continua, si apre sul fondale
bianco una porta su flutti misteriosi ed invitanti, soglia senza meta,
chissà dove e quando arriveremo. Mille anni fa ? O domani, in
tempo per lanciare uno sguardo disperato sulle cose più preziose
che stiamo perdendo: eppure quell'incresparsi placido dovrebbe essere
un esortazione, un consiglio che la natura ci dà a seguire il
suo equilibrio, un invito ad accarezzare ogni mattina l'aria che entra
nei nostri polmoni. Eppure
(Mauro)
Il bancone di cose speciali
La fantasia e la creatività, due concetti di cui,
purtroppo si abusa in maniera svergognata, appiccicandone le "foto"
su manichini di legno scadente partoriti dietro il bancone delle offerte
speciali. Partecipare a questo festival, grazie al cielo!, ti rincuora:
per qualche anno ancora i punti prospettici per la risoluzione di un
problema, rimangono molteplici; la noia è rimandata, grazie a
chi sa camminare per i sentieri delle montagne verdi-azzurre ed i deserti
presenti nella sua anima eletta
.(Mauro)
Un viaggio ancora, per questa sera: qui sembra che si
cammini molto, per mare, per cuori, per muscoli
. (Mauro)

La bella bestia, sia toro che torero
Marcel. Li spopola,
lo spettacolo si traduce in una festa (anche grazie al tifo di un manipolo
di spettatori cileni, quelli del teatro del Silencio, una specie di
tauromachia, gioco sacrificale, rito ludico in cui si fa il tifo per
Ulisse che massacra i proci maledetti. Bit e frattaglie.
Linko al
testo che scrissi quando vidi "Afasia" alla sua prima
uscita
a Barcellona. (carlo)
La bolgia d'oltretomba
Un viaggio ? Appena tornati da una navigazione, già
ne dobbiamo intraprendere un'altra ? Ci tocca, guidati dal più
strano degli Ulisse: l' Antunez di "Afasia".
Mostro, prodigio tecnologico esce allo scoperto con la sua armatura
prossima ventura: padre e figlio del suo hardware, genera se stesso
al di la del suo respiro, egli suona e risuona per le valli con un tocco
delle sue dita; accarezza la sua pelle d'alluminio (o che diavolo è!),
e le nostre orecchie, poverette, gemono. Tremate, Tremate! E' un dio,
e uno stregone ? non facciamo in tempo a capirlo che già inizia
il sabba! Tra le fiamme della battaglia il superstite ed il suo manipolo
osceno, cominciano la navigazione, in un mare digitale che invita al
rigetto, che, ficcando violentemente i suoi tentacoli nel nostro stomaco,
cortesemente ci esorta a vomitare. Ulisse, novello supereroe vestito
con gli stemmi araldici del nuovo millennio! Ulisse, incredibile parto
degli anni settanta, e dei famigerati ottanta: lascia le tue protezioni,
nudo mostra la tua genia. Cannibale di te stesso, non sai velare abbastanza
con i cristalli liquidi e gli schermi al plasma il luogo di origine
della tua eredità. Il tuo inferno, la tua odissea è attraverso
il passato; volando su onde di silicio, certo!, sfidando demoni elettronici,
sicuro! Ma la tua anima tormentata non può irrimediabilmente
staccarsi dalla tua culla distorta! Dalle gradinate del teatro della
Luna, nonostante il frastuono da bolgia di un oltretomba oltremodo oltraggioso,
dagli spalti si ode chiaramente lo sgranarsi delle palpebre: "Sono
budella, quelle ?". Non ci tranquillizza il fatto che siano salsicce.
Qualcuno si arrende e se ne va . Qualcuno esorcizza tutto con una risata
sguaiata: lame di vetro che sfregano tra loro, come il canto erotico
di Ulisse. Qualcuno cerca di staccare lo sguardo: poi capiamo! E apprezziamo,
resistendo al tormentoso supplizio! Poi ci piace! Ulisse ci piace, anche
se imbracciata la moto sega sembra volerci fare tutti a pezzi, abbiamo
paura ma ci piace! Tremate, tremate! Abbiamo paura ma vorremmo restasse
con noi
. Lo spettacolo finisce e neanche termina l'applauso che,
subito, ci precipitiamo da lui, ad abbracciare come Argo, il condottiero
che è tornato a casa; a leccare affettuosi il suo volto coperto
di polvere d'oro e sudore. Astuto, ha usato come cavallo di Troia, il
nostro più ancestrale disgusto, dalla gola è arrivato
allo stomaco; e da lì, e partita l'offensiva alla mente: abbasso
i Proci, filistei! ULISSE CI PIACE! E vorremmo sedesse al nostro tavolo
a bere una birra con noi, uno di noi! Ulisse, Odisseo è, geniale,
lui stesso uno spettacolo che non ha fine, dal Teatro al Bar all'aperto
a Villa Nappi. Continua. (mauro)
Un geniale delirio di interiora
E' "Afasia",nuova fase della scena,nuovo meccanico
controllo della realtà
che ci circonda;uomo-macchina,uomo-orchestra,uomo-controllore e
regista...Marcel.lì.
Un viaggio verso un inquietante futuro tecnologicvo in cui il nuovo
Ulisse
si crea un suo mondo virtuale dove le tappe hanno i loro confini spazio
temporali inafferrabili; nel vortice sensoriale che invade la scatola
scenica l'unica realtà tangibile dall'occhio dello spettatore
é il CORPO,il
corpo guida di Marcel.lì,i suoi arti che fanno vivere la scena,i
corpi
soldati,le viscere ricorrenti nel loro rosso vivo sul grande schermo.
E' l'uomo il controllore di tutta la materia tecnologica,é il
movimento del
corpo sudato che crea il viaggio fantastico....
VAMO NOS!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
eccoci nel videogioco di corsa tra onde di verdi acidi che corrono sulla
scia di un dito di mercurio....cambio! nuova drezione, nuovo viaggio,
altro
dito. istanti di esaltazione al ritmo delle onde....stop: é lo
schema
successivo. Ed é di nuovo un geniale delirio di interiora, di
uova sbattute
sui seni, di farina sciolta da latte sputato, di cioccolata spalmata
travestita da scheletro...
ma é lui centro nevralgico e nevrotico, spazio reale che da vita
a materie
inerti, esilarante energia catalana capace di animare occhi forse non
ancora
pronti a questa metallica-omerica follia tecnologica.
lo schermo attrae, il suono stordisce,ma magicamente l'unica circe
ammalliatrice é la forza espressiva di un volto incredibilmente
umano.
...e divertiti si rimane tutti "senza parole". (LILA')