|
2000 |
1999 |
1998 |
1997 |
|||||||||||||||||||||||
|
10 luglio Piove, governo ladro Oggi piove, governo ladro, come si diceva una volta.
Non c'è sipario A rischio di sembrare ripetitivi, ma ormai ne sono convinto: gli spettacoli nel parco non iniziano, bensì confluiscono in maniera silenziosa ed indolore direttamente nelle vite degli spettatori. Non c'è sipario, figurarsi!, non c'è neanche più il segnale dato dallo spegnersi dei riflettori puntati sul pubblico(come il semaforo, hai presente?!): l'attrice entra zitta zitta, il musicista probabilmente era già lì da prima di cena, le persone chiacchierano, mangiano un gelato, i bambini corrono. La musica buona buona provava sé stessa già da un bel pezzo: sul palco e sul parco c'erano già tutti!(mauro)
Una strana narratrice - viaggiatrice Buio! ..Si fa per dire, il brusio non cessa subito, si spegne lentamente, rendendosi conto che quella signorina sul palco, forse, badate bene!, potrebbe avere a che fare con lo spettacolo. Una bimba invita l'amichetta, probabilmente ancora al bar, a sbrigarsi; sento la sua piccola voce insistente ed accorata venire dal lato dal teatro. Presto, che anche voi piccoli siete protagonisti di questa cerimonia! Ecco "Terra": ed il piccolo pianeta ai bordi della galassia diviene gigante e riempie le tavole del palcoscenico, ingrandito e reso più vivo ancora dalle voci fuori campo dei fanciulli. Uno show ed un rito: con gran sacerdotessa una delle più assurde e singolari figure di cerimoniere che si siano mai viste. Terra dappertutto, sul pavimento, nell'aria, negli stivali, nei pensieri, nelle parole delle frasi ripetute come un novello mantra. I colori della Terra esplodono su di noi, e di essi facciamo parte: inizia il viaggio per le ..terre del nostro mondo. Gocciola il giallo, il rosso, il blu: e poi il fiume, i sassi, il sole. Cresce il seme e cade la foglia. Viene piantato un albero! NO, un milione di alberi. Ed ancora terra e musica e colore. E bambini; semi freschissimi per futuri alberi. Un'ora intensa, davvero, in cui emozioni eterogenee si susseguono in un crescendo (al di là di retorica!) che sembra non finire mai: come la crescita di una pianta millenaria! E con la strana narratrice-viaggiatrice partecipiamo anche noi alla semina, alle passeggiate per i sentieri più suggestivi del nostro pianeta, con lei, e con i giovanissimi, piantiamo un arbusto di pino nel parco: prepariamo, colmi di entusiastico ottimismo, lo scenario per le fiabe che, chissà, verranno. (mauro)
Terra "La terra: un piccolo pianeta in un modesto sistema solare". Per Leopardi è una palla con cui gli dei amano giocare, ingannando la noia. Superata la crisi filosofica e teologica della perdita della centralità dell'uomo nell'universo, guardiamo il mondo con gli occhi della ragione, consapevoli della necessità di una sua imminente scoperta.
L'animal a l'esquena "Noël n'est plus Noël": le cose perdono consistenza in un mondo violentato dalla guerra; essa abbatte persino i cippi memoriali delle nostre tradizionali certezze. Nel deserto dell'anima sopravvive un unico albero, lassù, sulla sommità del colle della memoria: icona della natura che ricerca instancabilmente la vita, può essere sradicato e recato come dono prezioso. Nel nuovo terreno, intreccerà ancora le sue radici per rifondare la sua esistenza, non immune dal dolore e dalla morte. La violenza è un elemento connaturato alla condizione
umana: essa si manifesta in ogni atto vitale, investe tutto, persino
l'amore.
Componente fisica plastica Dal parco della villa percorriamo il vialetto nella semioscurità,
approdiamo al Teatro della Luna .L' umidita' e' pungente ,sguardi si
incrociano, aspettiamo che il semiserio ci apra le sue porte, siamo
pronti per il passaggio. Si entra, inizia il rito.
La corpereità multimediale Dimensione ancestrale della passione.
Il vello nero del silenzio Teatro della Luna: altro mondo! Anzi il mondo scompare
per lasciare posto al suo figlio più tormentato. Il minimalismo
delle scenografie concentra l'attenzione sul gesto, sul corpo, su quell'essere
lacerato e confuso. Non né può più, l'Uomo non
può più parlare, incerto e ferito dal nulla riesce solo
a blaterare ed a lamentarsi a fatica; a trascinarsi per strade già
fatte che non gli appartengono ma che, per sopravvivere, è costretto
a percorrere impaurito. E solo! Oppure, di fronte a sé stesso,
tace; tace ricoprendosi, come di un'aura maligna, col vello nero del
silenzio: la resa, la morte del sogno dei secoli passati. Un uomo ed
una donna, si inseguono, si scontrano, si baciano, si ignorano: si toccano
e si caricano il peso dell'altro sulla spalle: ma è come se non
esistessero. Al centro del Teatro della luna si consuma una nuova commedia
tragica dell'esistenza. Una farsa balletto esistenziale, o esistenzialista.
Assurda come la vita! Come la vita, breve come un'ora sola, infinita
come un'ora sola. Ma è ancora possibile volare, magari a Parigi
? Chissà, forse su una bicicletta pipistrello, novelli Leonardo
da Vinci! Volare, persino sulla cima dei tetti più alti, su torri
che baciano il cielo e sono accarezzate da venti vicini alle stelle;
solo che poi, che fare ? Che fare se non lasciarsi cadere mano nella
mano. Danzare, forse ? Sei qui davanti a me, ma non ti vedo; parli,
ma non ti capisco. Non gradisci i miei doni, né quelli della
madre terra. Nel paesaggio dell'animo tutto è brullo, piatto
e scuro come questo palcoscenico, e l'unico albero è un morto
ricordo. Eppure balla, amore mio, balla fino a che il sudore non annaffi
questa terra finta e spenta, fino a che l'aria dei tuoi gesti, così
fluidi, non generi un ciclone che ci scuota: balla. E ballando, vivi!
Link e note sul festival http://ilrestodelcarlino.monrif.net/chan/34/19:2355863:/2001/07/10 http://www.moscioli.com/Rubriche/A_zonzo/teatro/teatro_inteatro.htm http://www.moscioli.com/Rubriche/A_zonzo/teatro/teatro.asp http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,2204,00.html http://www.raisatzoom.com/cartellone/
|
||||||||||||||||||||||||||