domenica luglio

Schegge di soggettività

Cambia temperatura, quella climatica, fa freddo, di colpo. Fa freddo, non ce l'aspettavamo. Ci si copre ma nel Teatro al Parco. Opinioni in Movimento ce la mette tutta per riscaldare i suoi spettatori, li fa danzare e giocare.

Gli sguardi de La Scatola Nera vi rilevano un tono Comics alla Tarantino e quell'approccio sciolto e "lieve" di chi "fa per ridere".

Il Teatro della Luna, famoso per essere stato in tante altre notti teatrali un forno a vapore, accoglie tiepidamente (non solo in gradi centigradi) un buon pezzo drammaturgico di Federico Leon che vede quattro personaggi in cerca di una vasca da bagno; c'è chi li definisce addirittura "sommozzattori", in un'operazione che, giocando ancora con le parole, "muta nella muta".

Arrivano altri feedback sia di spettatori liberi che di spettatori critici, colgono "mugugni e bisbigli" e la desolazione di donne "sommerse dall'acqua e dalla solitudine".
Non cercate articoli o recensioni ma sguardi frammentati che fanno emergere più stati d'animo che analisi critiche, schegge di soggettività attenta e partecipe come quelle di Tara, nostra affezionatissima spettatrice libera.


Etant donnée la conjoncture actuelle, di Opinioni in Movimento

Comics & Tarantino

I danzatori di Opinioni in Movimento possiedono una tecnica che impressiona molto i ragazzini di Polverigi e le signore in golfino. Marcano la goliardia dell'hip hop, ci prendono in giro. E' una farsa, un po' parrocchiale, che sfrutta l'agilità sovrumana dei ragazzi, le facce carine di gomma delle ragazze. Se la cavano con pochi minuti di spettacolo. Tutti si buttano via dal ridere: quando il rapinatore inciampa e sbraita, attua un sadismo tarantiniano sulle sue vittime, quando entra una Wonderwoman incartapecorita, baffuta e luccicante, quando un ragazzo prestante fa la vocina sottile e con la parrucca impersona la moglie tradita. Mi pare che siano tutti soddisfatti. (laura)

Si fa per ridere

Coreografie comiche e leggere quelle di Laura Scozzi. Inducono alla mimica forzata sette danzatori hip hop francesi che finalmente ritrovano la loro autentica natura in alcuni momenti ad alta tensione, quando le evoluzioni si fanno smodate o quando il fiato si sospende perché hai la netta impressione di assistere a uno spettacolo di lanciatori di coltelli, là dove le armi letali sono braccia e gambe lanciate ad alta velocità su visi e corpi. (maria)

Lieve e carina

Mi è sembrato un titolo pretenzioso per un'operazione lieve, carina a vedersi, senza leggervi però troppe congiunture. Mi ha permesso di rivalutare in parte S.O.Y., lo spettacolo di apertura del festival, che anche se debole, aveva comunque più stratificazioni, più spunti per un possibile spettacolo. (agnese)


Mil quinientos metros sobre el nivel de Jack, di Federico Leon

L'impossibilità che muta nella muta

L'acqua che scorre per lavare tutte le nostre incrostazioni del presente, un'impossibilità che muta nella tuta della muta. L'impermeabilità che permea la nostra vita in una presenza dove i corpi finalmente riescono ad avere la stessa presenza e importanza dei crackers sbriciolati nell'immondizia di una vecchia TV anni '50. Presenze attorali importanti non scambiabili così come l'iperrealismo scenografico e la stessa regia dell'autore. (gianni)

Sommozzattori quasi bergmaniani

SommozzATTORI: questa la felice sintesi dello spettacolo. Uno spettacolo quasi bergmaniano, se non fosse argentino. La tragedia familiare si consuma in una vasca da bagno con l'acqua che scorre inesorabile sulle coscienze mutate e mutanti. Una pelle, quella dei protagonisti, che fatica ad emergere, bloccata com'è dalla muta che non offre alcuna possibilità di espressione. Le didascalie, quasi non occorrono. Il dialogo è essenziale, scarno, crudo, muto anch'esso. (agnese)

Quattro personaggi intorno a una vasca

Nero, macchia incancellabile, peccato di incomunicabilità che non si lava nemmeno dentro una vasca piena d'acqua. Un piccolo squarcio su una stanza da bagno dove si concentrano le irrisolte spinte e controspinte generazionali di una famiglia da comporre. Una sintesi linguistica, spaziale e surreale quella di Federico Leon, realizzata con elegante compattezza, con la forza di una folgorazione, con la lentezza dell'oggettività e con la straniante allusività di simboli macroscopici. (maria)

Mugugni e bisbigli

Tutti ce l'abbiamo una muta o un costume da bagno e per immergerci soli o in tanti in una vasca di acqua che speriamo tiepida. Allo spettacolo nel pallone della Luna qualcuno dorme, è difficile farsi prendere. Gli attori non sono attraenti e non gli interessa per nulla farsi capire, mugugnano e bisbigliano come fossero a casa loro, la quarta parete è chiusa, se non fosse perché in certi momenti, per pochi istanti si scatena una energia fortissima che il 10% forse percepisce. Il sentimento della muta non è per tutti. (luc)

Sommersa dall'acqua e dalla solitudine

Nel profondo della notte, ah tirannica voga, si possono scoprire oggetti strani e seducenti, come l'argentino "Mil quinientos metros sobre el nivel de Jack" del regista drammaturgo Federico Leon. Dentro quel bagno desolato si consuma l'esistenza d'una vecchia donna dal volto magro e nervoso, sommersa dall'acqua della vasca ma soprattutto dalle solitudini delle persone che la circondano. Un breve, e delicatamente ironico, testo surreale del giovane Leon, capace di far passare dentro quattro corpi seduti in una vasca da bagno un sottile sentimento di dolore e disperazione. (psiche)

Il suono che ti bagna

Quattro attori bravissini (allora questa e' la serata giusta!) E' l'ora a non essere giusta! Sono tutti bravissimi, anche il ragazzino. Mi sento male dalla stanchezza, ma tengo duro. L'acqua scorre e il suono stesso sembra bagnarti. I miei vicini non ce la fanno: penzolano teste, braccia. Il testo denso e contratto fa la sua parte, schiacciando quella poca vitalita' che rimane. Cerco di resistere anche al ritmo sbagliato delle didascalie, che a volte confondono invece di aiutare.
Cedo: una, forse due volte.
Cosa fanno tutti li dentro stretti? Cosa e' successo? Quando e' successo?! Il rumore dell'acqua cresce. Eccola, trabocca, sta allagando tutto! Aiuto! Allungo il braccio per raccogliere la borsa che avevo lasciato a terra. La sollevo veloce, con il batticuore causato dallo scatto dei muscoli. Ma no, che sciocca! E' tutto finito e intorno a me il pavimento e' asciutto.
POVERO LEON ! La confusione generata da Morfeo non se la merita! (tara)

La vibrazione comico-surreale

Se nella vita ci si innamora d'un volto, nel teatro (tempio dell'incontro tra uomo e poesia, tra la natura umana e l'intangibile) questa scintilla sentimentale scocca raramente. Nel volto della vecchia madre immersa nell'acqua, come in un liquido amniotico che deve sedare il rumoroso suono della solitudine, si ritrova la scarnificazione penetrante del volto della Bausch, la vibrazione comico -surreale d'una mascherina di gomma e la tristezza lacerante del viso d'una madre di Plaza de Majo. La rappresentazione dei meccanismi che si innescano in un quotidiano essenzializzato e spoglio di ogni pretesa di mediazione tra i personaggi: l'unico incontro possibile avviene tramite l'acqua... (amore e psiche)