venerdi
luglio
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Il detournement situazionista Ritorno da Zur, mi piace troppo l'idea dei diversi percorsi con diversi punti di vista. Scelgo il gruppo 4 (avevo già fatto il tre, con canzoni ispirate e commosse dalle cipolle tagliate per la soup d'onion), e trovo quello cercavo: il gioco sottile evocato dal progetto z.u.r., la Ricostruzione Utopica delle Zone, anche quelle urbane, in cui sono nascoste, tra le pieghe della realtà visibile, le piccole meraviglie, alcune talmente piccole da essere rilevate solo con l'occhio straordinario dello "sguardo vivente". Lavorano proprio su questo: sulla vita da rilasciare allo sguardo. Come quel loro Beato Angelico appollaiato con la candela sia a fare l'affresco che a scrostarlo, tirando fuori da sotto il piano figurativo un'altra visione. Nel tour del gruppo quattro, incontriamo ombrelli pendenti da alberi grondanti, cinema abbandonati trasformati in acquari, indicazioni stradali reinventate in un gioco che ricorda la guerriglia epistemologica del "detournement" situazionista, ovvero l'arte della sovversione del senso comune, spiazzando i punti di vista. (carlo)
Dettagli che sempre c'erano Shshshsh… silenzio! guarda! c'è qualcosa?
dov'è lo spettacolo? All'inizio tutto sembra normale e quotidiano,
ma dopo abituarsi alle cose illogiche,
insperate, in un semplice percorso per il paese cerchi in ogni oggetto
una sorpresa e trovi quei dettagli che sempre c'erano ma non potevi
vedere, più quelli nuovi che ZUR ha creato per
te. I tuoi sensi non possono essere fermi neanche
un attimo perché non vuoi che nessuna segnale se ti sfugga.
Tutti siamo un po' persi perché soltanto conosciamo una parte della
storia e vogliamo capirla tutta. Non si può, però. Come per tutto
nella vita dobbiamo essere conformi con quello che siamo riusciti
a prendere e accettare i nostri limiti per capire la realtà, soltanto
in questo modo si può godere di quello che il mondo ci offre. Bello
il gioco pazzesco di immagini e azioni,
intenso, divertente, triste. Forse manca alle fine una storia da raccontare,
qualcosa che rimanga nella memoria, qualcosa che hai capito bene e
ti lascia un po' tranquilla. Ma fa niente. (raquel) Il pubblico attore Una contadina francese, una mucca, un pubblico-attore
e un campo aperto come teatro sono l'anticamera a una città
immaginaria fatta di luci e di colori, sogni proiettati, suoni,
rumori… e abitanti un po' tristi, un po' matti ….solitari. (laura)
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