mercoledi luglio

Punti di vista e punti di vita

Alzi gli occhi al cielo e lo vedi che corre, corre il vento e cambia tutto. Diventa scuro, nuvoloni, piove. Un festival en plein air come Inteatro rischia tanto quando piove e anche quando minaccia. Si devono trovare soluzioni improvvise e non sempre questo è possibile. Lo spettacolo di Pogliani salta. Assediati dall'acqua in Villa Nappi aspettiamo fiduciosi ed ottimisti. Infatti spiove. ZUR è salvo, la sua performance itinerante per il borgo si farà. Il suo "Le point de vues" scatena i nostri molteplici punti di vista, o meglio ancora quelli che definisco "punti di vita". Ad Osimo, la danza di Abbondanza-Bertoni sparge un po' d'intelligenza coreografica in un bel teatrino ristrutturato, dandogli un senso. Ne parliamo cogliendo l'arco del suo sviluppo dai "primordi all'altare" con tutta la ludicità del petting spinto. Nella notte altre coreografie si rappresentano senza gloria.


Point de vues, del Gruppo Zur

Uno sguardo prospettico sul programma

Penetrante l'odore di "Acido fenico" dello spettacolo in programma ieri sera a Polverigi realizzato dalla compagnia pugliese Koreja insieme ai Sud Sound System intorno alla figura del camorrista Domenico Carunchio. "Veniamo dal festival di Santarcangelo dove - dice il regista Salvatore Tramacere, - si è chiarito ancora di più che il nostro tentativo di teatralizzazione della mafia non traduce un punto di vista sociologico del fenomeno. Non vogliamo dire cosa è la mafia. Al contrario, pensiamo che i mafiosi siano dei bravissimi attori, consapevoli di questa loro qualità. Ci è piaciuto mettere in scena la delirante retorica delle loro confessioni o del racconto delle loro imprese. D'altra parte, - continua Salvatore, - il giudice autore del testo da cui è tratto lo spettacolo vive quotidianamente la sua guerra contro la mafia. Il linguaggio vivo e autentico dei Sud Sound System mi sembrava molto vicino a ciò che volevano esprimere con l'idea di un coro della tragedia che disegnasse la moltitudine contrapposta a ciò che il protagonista rappresenta." Stasera, a Polverigi, tutta danza se si esclude il teatro di strada di Zur. Per "Le point de vues" (ore 21.30; con repliche domani e dopodomani per doppi appuntamenti alle 21.30 e alle 23.30), il gruppo francese, divide il pubblico in cinque gruppi per altrettanti itinerari urbani diversi che si ricompongono alla fine in una visione comune. Gli spettatori scopriranno solo al momento dell'acquisto del biglietto il loro luogo di partenza, il loro punto di vista. Alle 20.30 presso il teatro La Nuova Fenice di Osimo, la compagnia Abbondanza-Bertoni condivide con il pubblico di Inteatro un momento privilegiato del prossimo lavoro coreografico per coppia sola attualmente nella sua fase iniziale di raccolta di materiali gestuali e concettuali. In chiusura alle 23.30, al teatro della Luna torna Francesco Scavetta, altro danzatore emigrato, in Norvegia questa volta, e richiamato in patria da Velia Papa con "A sudden, unexpected faint". (maria)

Il primo corpoacorpo

Fanno finta d'essere Adamo ed Eva (ma perché qualcuno crede che siano esistiti davvero?). Quelli del primo corpoacorpo. Con la luce sapiente di Lucio Diana quei due corpi si vedono e non si vedono (avete mai pensato all'uso teatrale della luce che opera per sottrazione, come nella materia sottratta della scultura?). Si toccano gli attributi, tette e uccello. Come i bambini. E fanno sesso, per ridere, si sposano e citano l'icona della sposina volante di Chagall, la stessa citata da Kusturica in "Underground". Michele Abbondanza e Antonella Bertoni ci regalano uno studio per una coreografia-work in progress d'alta qualità, intelligente e sensibile, che sazia lo sguardo. (carlo)

Dai primordi all'altare

Come prima traccia di un progetto che, si annuncia, dedicato all'Alcesti ho visto dentro tante cose. Non solo Rilke, ma anche Mark Twain e Dario Fo, la Societas Raffaello Sanzio, Moni Ovadia e Masaccio. Ho visto anche un irresistibile e vistoso impulso alla narrazione che avevo già notato nella compagnia Abbondanza-Bertoni e che non mi aspettavo in una fase tanto iniziale di un lavoro coreografico sulla coppia. Certo di materiale ce n'è tanto. (maria)

Complimenti per la festa…

L'incontro primitivo tra due esseri umani, tra due animali, tra due manichini, tra due larve. Poi decidono di formalizzare la loro unione. Arriva il sagrestano e ci si prepara al matrimonio, che è, ovviamente, una grande tragedia grottesca. La sposa balla di felicità, magari è ubriaca, lo sposo la agguanta e le tiene giù la gonna che vola per il troppo vento. Volano via tutti e due, contro le ingiurie del tempo, le minacce oscure che la vita matrimoniale porta con sé. (laurak)

Romantici e trash

In genere il "trash", il recupero dei materiali e delle cose abbandonate e rifiutate, ha un vago sapore cinico e pessimistico. Con ZUR (Zona Utopicamente Ricostituita) accade qualcosa di diverso, scovano rottami e macchinerie, componendoli in sculture cinetiche con motorini che fanno danzare vecchie valvole e altre carcasse. Gli danno vita, creando un mondo fantastico popolato di visioni proiettate, in pellicola: chimiche non elettroniche. Ci tengono a dirlo, sono analogici e non digitali. Bene. Sono romantici, danno valore al trash e rivendicano la loro artigianalità visiva. Alta, altissima e allo stesso tempo capace di farci volare alto. Facendoci stupire. (carlo)

Punti di vite

Una introduzione frammentata-frammentaria al sogno collettivo di ZUR. Entriamo in una zona stranamente ricostruita, villaggio di matti e sognatori, robivecchi, allevatori di gabbiani. Siamo un po' spauriti. Molti molto incantati. Ci incagliamo su particolari insignificanti e allucinanti, macchinazioni concepite come meccanismi magici e perversi, che funzionano a carica, a molla, a pile. (laurak)

Con Maria Josef, un caffè e un bicchiere di vino

La figlia sterile della vacca Maria Josef mi ha ruralmente introdotto alla visione multiforme e onirica prodotta dal Gruppo Zur. So che altri hanno fatto percorsi romantici o concettuali per arrivarci. Io ho accettato volentieri un caffè e un bicchiere di vino dall'allevatrice di vacche sottomessa al marito che il mio gruppetto ha incontrato all'appuntamento all'aperto. Ho visto la cacca di Maria Josef, la vacca e non la modella del calendario per barbieri che (poverina!) aveva solo gli scarponi e forse il cappello per andare sulla neve ma di cui il marito dell'allevatrice si era invaghito. Storia un po' folle e molto semplice, comunque giusta per introdurre un sogno collettivo. (maria)

Dentro e/o fuori

Tanto tanto charme. Quello di cui Picasso diceva essere pieno il mondo. Uno charme che aggiunge poco all'esistente. Francesco Scavetta a Oslo non ha trovato il terreno giusto perché questo spettacolo sbocciasse di vita anche se alla fine di "A sudden, unexpected faint" (che non so cosa significhi) il gioco prospettico creato da due video sovrapposti produceva molteplici effetti di specchio e di dialogo con il palcoscenico. (maria)

Lieve svenire

Wee si presenta un po' come lo scorso anno, con un lavoro perfetto e perfettibile, leggero e piacevole, profumato e a tratti noiosetto. Ricco di trovate degne di questo nome: il vestito della danzatrice, il puff a rotelle, il gioco dei doppi sul video, il triciclo dal design antico, il pianista molto casual. La scenografia-sfondo ha i colori e il gusto di Mtv. Gli oggetti in scena (gerbere di plastica, luci montate su piantane, quadrati di legno dai colori polverosi) sono semplici e puliti come sul catalogo Ikea. (laurak)