mercoledi
luglio
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Punti di vista e punti di vita Alzi gli occhi al cielo e lo vedi che corre, corre il vento e cambia tutto. Diventa scuro, nuvoloni, piove. Un festival en plein air come Inteatro rischia tanto quando piove e anche quando minaccia. Si devono trovare soluzioni improvvise e non sempre questo è possibile. Lo spettacolo di Pogliani salta. Assediati dall'acqua in Villa Nappi aspettiamo fiduciosi ed ottimisti. Infatti spiove. ZUR è salvo, la sua performance itinerante per il borgo si farà. Il suo "Le point de vues" scatena i nostri molteplici punti di vista, o meglio ancora quelli che definisco "punti di vita". Ad Osimo, la danza di Abbondanza-Bertoni sparge un po' d'intelligenza coreografica in un bel teatrino ristrutturato, dandogli un senso. Ne parliamo cogliendo l'arco del suo sviluppo dai "primordi all'altare" con tutta la ludicità del petting spinto. Nella notte altre coreografie si rappresentano senza gloria.
Uno sguardo prospettico sul programma Penetrante
l'odore di "Acido fenico" dello spettacolo
in programma ieri sera a Polverigi realizzato dalla compagnia pugliese
Koreja insieme ai Sud
Sound System intorno alla figura del camorrista Domenico
Carunchio. "Veniamo dal festival di Santarcangelo dove - dice
il regista Salvatore Tramacere, - si è
chiarito ancora di più che il nostro tentativo di teatralizzazione
della mafia non traduce un punto di vista sociologico del fenomeno.
Non vogliamo dire cosa è la mafia. Al contrario, pensiamo che i mafiosi
siano dei bravissimi attori, consapevoli di questa loro qualità. Ci
è piaciuto mettere in scena la delirante retorica
delle loro confessioni o del racconto delle loro imprese. D'altra
parte, - continua Salvatore, - il giudice autore del testo da cui
è tratto lo spettacolo vive quotidianamente la sua guerra contro la
mafia. Il linguaggio vivo e autentico dei Sud
Sound System mi sembrava molto vicino a ciò che volevano esprimere
con l'idea di un coro della tragedia che disegnasse la moltitudine
contrapposta a ciò che Il primo corpoacorpo Fanno
finta d'essere Adamo ed Eva (ma perché
qualcuno crede che siano esistiti davvero?). Quelli del primo corpoacorpo.
Con la luce sapiente di Lucio Diana quei
due corpi si vedono e non si vedono (avete mai pensato all'uso teatrale
della luce che opera per sottrazione,
come nella materia sottratta della scultura?). Come prima traccia di un progetto che, si annuncia, dedicato all'Alcesti ho visto dentro tante cose. Non solo Rilke, ma anche Mark Twain e Dario Fo, la Societas Raffaello Sanzio, Moni Ovadia e Masaccio. Ho visto anche un irresistibile e vistoso impulso alla narrazione che avevo già notato nella compagnia Abbondanza-Bertoni e che non mi aspettavo in una fase tanto iniziale di un lavoro coreografico sulla coppia. Certo di materiale ce n'è tanto. (maria) Complimenti per la festa… L'incontro primitivo tra due esseri umani, tra due animali, tra due manichini, tra due larve. Poi decidono di formalizzare la loro unione. Arriva il sagrestano e ci si prepara al matrimonio, che è, ovviamente, una grande tragedia grottesca. La sposa balla di felicità, magari è ubriaca, lo sposo la agguanta e le tiene giù la gonna che vola per il troppo vento. Volano via tutti e due, contro le ingiurie del tempo, le minacce oscure che la vita matrimoniale porta con sé. (laurak)
Romantici e trash Punti di vite Una introduzione frammentata-frammentaria al sogno collettivo di ZUR. Entriamo in una zona stranamente ricostruita, villaggio di matti e sognatori, robivecchi, allevatori di gabbiani. Siamo un po' spauriti. Molti molto incantati. Ci incagliamo su particolari insignificanti e allucinanti, macchinazioni concepite come meccanismi magici e perversi, che funzionano a carica, a molla, a pile. (laurak) Con Maria Josef, un caffè e un bicchiere di vino
Tanto tanto charme. Quello di cui Picasso diceva essere pieno il mondo. Uno charme che aggiunge poco all'esistente. Francesco Scavetta a Oslo non ha trovato il terreno giusto perché questo spettacolo sbocciasse di vita anche se alla fine di "A sudden, unexpected faint" (che non so cosa significhi) il gioco prospettico creato da due video sovrapposti produceva molteplici effetti di specchio e di dialogo con il palcoscenico. (maria) Lieve svenire Wee si presenta un po' come lo scorso anno, con un lavoro perfetto e perfettibile, leggero e piacevole, profumato e a tratti noiosetto. Ricco di trovate degne di questo nome: il vestito della danzatrice, il puff a rotelle, il gioco dei doppi sul video, il triciclo dal design antico, il pianista molto casual. La scenografia-sfondo ha i colori e il gusto di Mtv. Gli oggetti in scena (gerbere di plastica, luci montate su piantane, quadrati di legno dai colori polverosi) sono semplici e puliti come sul catalogo Ikea. (laurak) |